Blog dedicato al mangiar bene. Ricette fatte da me, homebrewing, consigli sui ristoranti provati, sagre...e tanto altro...
domenica 19 ottobre 2014
Torta di mele e noci
Una ricetta molto semplice, molto rustica e soprattutto con pochi grassi.
Spulciando nel web sono stata incuriosita da questo dolce...una torta senza burro ne olio!
Ecco la mia ricetta rivisitata... Gli ingredienti: 300 g di farina 00, 200 g di zucchero di canna, 4 uova, 150 g di noci, 3 mele gialle, 1 bustina di lievito, scorza grattugiata di un limone e un pizzico di sale.
Prima di tutto spezzettare grossolanamente i gherigli di noci e dividere le uova, i bianchi vanno montati a neve mentre i rossi vanno sbattuti insieme allo zucchero fino a raggiungere un composto bello cremoso.
Poi aggiungere a piccole dosi la farina con il lievito, tutte le noci, la scorza del limone e le mele, che man mano ho tagliato a cubetti e versato direttamente nell'impasto.
Io preferisco fare così, anche in altre torte di mele, taglio rapidamente e immergo le fettine nell'impasto, così da evitare di lasciarle in acqua e limone per l'ossidazione. A mio parere e gusto non mi piace poi ritrovarmi la fetta di torta troppo aspra in bocca.
Una volta finito, l'impasto risulterà abbastanza granuloso, non preoccupatevi è normale, si ammorbidisce aggiungendo gli albumi montati a neve, incorporandoli delicatamente e mischiando dall'alto verso l'alto.
Versare il composto nella teglia e metterlo nel forno preriscaldato sui 180°C per un 45 minuti. Come sempre provate con uno stecchino per vedere la cottura.
Ed ecco il risultato finale!
Davvero buona e poi in bocca rimane quel buon saporino di noce!
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sabato 11 ottobre 2014
33a Sagra del Fungo a Brinzio
Con l'inizio dell'autunno c'è un susseguirsi di sagre e come mancare dal nostro adorato paesino?
Anche quest'anno la pro loco di Brinzio ha organizzato la sagra del fungo ma non solo, l'intero paesino si anima e si arricchisce di bancarelle colorate, di una minuziosa mostra micologica e soprattutto anche tutti i ristoranti aderiscono all'iniziativa offrendo un menù a tema di funghi.
E come non mancare a questo appuntamento così invitante?
Abbiamo scelto il ristorante I runchitt, nessuna novità, ormai super consigliato da noi ghiottoni, ma nonostante la sala piena di gente, ci siamo trovati bene come al solito.
Il menù era fisso ed era possibile sia farlo tutto sia prendere solo alcune portate.
Antipasto: degustazioni di salumi e formaggi varesini e nostra confettura
Risotto Carnaroli al fungo porcino
Rusticiada lombarda come una volta con polenta
Altri ghiottoni hanno preferito come secondo...
Frattaglie e polenta
Alette di pollo
E per concludere.... Torta al vin brulè e salsa vaniglia
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lunedì 4 agosto 2014
Trattoria Pizzeria Filograna a Velmaio di Arcisate (VA)
Questo fine settimana è stato una vera sorpresa...!
Anche se l'inizio non prometteva nulla di buono...Svegliarsi la mattina nel bel mezzo di una tempesta sia fuori dalla finestra, meteorologicamente, sia nella propria testa... il ristorante scelto chiuso per ferie...
e quindi? Come si può riorganizzare in breve la domenica?
La nostra "guida", Luca, dopo un'attenta ricerca su tripadvisor scova un ristorante con ottimi commenti: la trattoria Filograna a Velmaio, una frazione di Arcisate.
Si parte... il posto non è semplice da trovare e sbagliamo strada.
Ma noi ghiottoni non ci arrendiamo, così grazie alla tecnologia dei nuovi telefoni, raggiungiamo l'agognata meta.
Varcando l'ingresso veniamo accolti da una simpatica signora che ci fa accomodare al nostro tavolo.
Il posto è carino, non troppi tavoli, pochi avventori a causa del tempo.
Saremo noi fortunati oppure saranno i varesotti, non sò, troviamo sempre gente meravigliosa che ci fa sentire a nostro agio.
Il menù è scritto al muro, su una grande lavagna, c'è anche un menù degustazione e altri piatti fuori dalla carta.
Tutto ispira e si fa presto ad ordinare.
Come antipasti abbiamo scelto:
Tagliere di salumi nostrani
Crudo di Parma con stracciatella
Puccia pugliese con burrata e carciofi
Una vera scoperta, tutto ottimo, prodotti freschi e soprattutto piatti fatti con passione.
Proseguiamo con:
Cavatelli con burrata, friggitelli, pomodorini e pancetta croccante
Orecchiette al pomodoro con ricotta dura
Polenta con zola e salsiccia
Anche su questi piatti non rimaniamo affatto delusi e voglio sottolineare che la pasta è fatta a mano e tutto viene cucinato al momento.
Abbiamo anche l'onore di conoscere il cuoco, molto simpatico, ci spiega la sua cucina che è fatta di soli prodotti freschi, dalla sua passione e dalla tradizione delle sue origini, metà pugliese e metà bresciano.
Molto curioso è stato anche il tempo, che per osmosi alla nostra soddisfazione del palato, ci ha regalato un bel sole caldo ed un cielo terso, libero da nuvole!
Per concludere da bravi ghiottoni, cadiamo in tentazione sui dolci, che vengono preparati dalla signora, una grande appassionata...e infatti si sente! Davvero buoni!
Cheesecake al mango
Tiramisù
Prezzi contenuti, ottimo ambiente con persone vere che sanno trasmettere l'amore per il lavoro che fanno.
Consiglio vivamente e spero di ritornare presto per scoprire nuove gustose specialità.
Un grazie ai ghiottoni e in particolare alla fotografa, Pauline.
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mercoledì 16 luglio 2014
Gulasch
Nonostante il sole oggi ho voluto cimentarmi nel Gulasch.
Per me è la prima volta, ma l'ho già mangiato svariate volte perchè il mio ragazzo lo cucina spesso, visto le sue origini triestine.
Ho navigato un po' in rete per trovare le dosi e le quantità da usare, e mi sono imbattuta in diverse ricette, allora spinta dalla curiosità ho voluto cercare la vera storia di questo piatto.
C'è chi dice che il termine deriva dall'ungherese "gulyas" (mandriano). Nel Medioevo indicava una preparazione fatta dai mandriani durante i lavori sui pascoli. La ricetta originale consisteva nel tagliare a cubetti la carne per poi cuocerla a fuoco basso in pentoloni aperti e condirla con solo sale (successivamente anche il peperoncino rosso).
Fu alla fine del '700 che nacque l'«invenzione della tradizione gastronomica» del Gulasch, piatto simbolo del popolo d'Ungheria.
Nel corso del conflitto politico con l'Austria (1780 ca.), la società ungherese aveva bisogno di simboli concreti della sua indipendenza culturale, e fu per questo che vennero scelti l'abbigliamento aristocratico vecchio stile e il gulasch dei mandriani.
Oppure ho trovato anche questo... La paprica è polvere di peperone dolce (paprika in ungherese vuol dire appunto peperone), il piccante lo acquisisce solo dal processo di essiccamento. E' scorretto quindi usare il peperoncino perché il goulasch non deve avere il piccante tipico del peperoncino. Da notare che in passato la paprica era anche chiamata pepe ungherese. Un aneddoto per esempio, riguarda la paprica di Kalocsa : si racconta che i pastori nel girovagare per i boschi di Bogyiszló, trovarono delle bacche selvatiche, si trattava di peperoncini rossi. Le portarono a casa, le addomesticarono, cominciarono a coltivarle. Da quel tempo, la città di Kalocsa diventò la patria della paprica rossa dolce, macinata nei mulini appositi.
Ma ora basta con la storia, ecco gli ingredienti usati per la mia ricetta: cubetti di carne di manzo sui 750gr (avevo il giretto ed è tutto una prova), una cipolla dorata, 1 carota piccola, paprika dolce in abbondanza all'incirca 30-40 gr, paprika piccante un cucchiaio, un cucchiaino raso di cumino, brodo di carne, burro, sale q.b.
Si fa dorare la cipolla e la carota tritata, nel burro.
Poi si aggiunge la carne, si fa rosolare, si aggiunge la paprika, il cumino, il sale e si aggiunge un po' di brodo.
Il tutto va fatto cuocere per 3-4 ore, fino a quando non si raggiunge una bella consistenza cremosa e la carne inizia a spappolarsi.
Accompagno la carne stufata con delle patate lesse.
Ecco qua il risultato...
martedì 24 giugno 2014
Sagra della cipolla a Ganna
Eccomi dopo una lunga assenza, è stato un periodo un po' complicato, ma ora salvo imprevisti si ritorna a degustare le sagre del territorio!
Il ritorno dei ghiottoni è stato inaugurato con la sagra della cipolla a Ganna (VA), dove si possono degustare le cipolle in vari modi: in insalata, nella zuppetta, nella frittata,...insomma c'è l'imbarazzo della scelta!
Il tempo variabile accompagnato da una fresca brezza ci ha permesso di mangiare con tranquillità e con gusto, anche la zuppetta di cipolle calda, buona e davvero gustosa!
Il problema di questa sagra rimane la digestione e l'alito, però ne vale la pena gustare queste ghiottonerie, oltretutto a prezzi davvero modesti.
Ecco qui il menù con relativi prezzi
Inoltre alla sagra della cipolla partecipano numerose bancarelle alimentari, con forti tentazioni...salumi, pane, dolci, formaggi, birre, vini...
Noi siamo stati tentati da questo formaggio alla birra e pane fresco, ottimo aperitivo!
Al nostro tavolo non sono potute mancare: la zuppa rustica
La torta salata
L'insalata di nervetti
Le cipolle fritte
Insomma la consiglio!
Alla prossima...
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